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Spread: cosa ce ne importa?


“se un BTP con una certa scadenza ha un rendimento del 7% e la corrispettiva Bundesanleihe Tedesca con la stessa scadenza ha un rendimento del 3%, allora lo spread sarà di 7 – 3 = 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base”.

Chiaro no? … Forse non tantissimo

Il testo che abbiamo estratto da wikipedia ci dice che lo spread è una differenza tra due percentuali, quella dei BTP italiani e Bund tedeschi di pari durata. Di solito si prendono in considerazione quelli a 10 anni

Il punto è: ma a noi che ce ne importa di questo spread?

Semplifichiamo senza togliere sostanza: lo spread per lo stato italiano è come il tasso variabile per una famiglia con un grosso mutuo. Se si alza il tasso del mutuo si alza la rata e si tira la cinghia. Se si alza lo spread salgono le tasse o si tagliano i servizi o tutte e due le cose. Questo se va a finire bene, se va a finire male non si pagano più gli stipendi dell’amministrazione pubblica: Polizia, medici, insegnanti ecc… e relative spese: medicine, benzina per auto della polizia ecc…

Ci può interessare? Direi di si.

Ma come fa lo spread a fare tutti questi danni?

Ritorniamo all’esempio del mutuo e proviamo a spiegarlo anche ai pochi fortunati che non hanno mai dovuto pagare la rata di un mutuo.

Come una famiglia che ha contratto un debito di 100.000 euro con una banca per comprare casa così lo stato italiano ha contratto un debito di  2.000 miliardi di euro con chiunque abbia un suo titolo di stato per farci un bel po di cose (vedi esempi precedenti).

Se il mutuo è variabile ed il tasso sale la famiglia paga una rata più salata alla fine del mese.

Quando sale lo spread lo stato paga una “rata” più salata tutte le volte che fa un asta di BOT, BTP o qualsiasi altro titolo di stato.

Stiamo semplificando molto, ma la sostanza è questa: se lo spread aumenta di un punto percentuale per un tempo sufficientemente lungo lo stato italiano deve pagare un punto percentuale in più sul suo debito. Cioè su 2.000 miliardi di euro di debito ogni punto percentuale di spread ci costa 20 miliardi l’anno.

Se consideriamo che l’imu sulla prima casa e aumento iva ci costano circa 8 miliardi l’anno

Alla prossima,

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Un commento su “Spread: cosa ce ne importa?

  1. pincopall
    11/07/2013

    no scusa, non penso che sia come scrivi tu, non può essere così semplice. se fosse così semplice lo avrebbero spiegato, così semplice, nei tg.
    d’altra parte non credo che le sigarette facciano male, se facessero male non le venderebbero, no?

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Questa voce è stata pubblicata il 10/07/2013 da in Economia, Politica con tag , , , , .
Pierluigi Argoneto

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