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La paura e la ragione


rilievi dopo l'omicidioA Serle, nel bresciano, un uomo subisce un furto in casa; armato di fucile va alla ricerca del ladro per un paio d’ore  e quando lo trova gli spara. Arrestato dai carabinieri dichiara che non voleva uccidere, ma che il colpo gli è partito per errore a seguito di una colluttazione con il ladro. Il paese lo difende ed il GIP lo libera, perchè il fatto che per due ore abbia cercato il ladro in paese con un fucile in mano “non può essere l’innesco di una volontà omicida”.

L’idea di subire un furto mi terrorizza, ma altrettanto mi spaventa l’idea che qualcuno si possa ergere a giudice delle sue controversie personali, disporre la pena ed eseguirla. I suoi paesani lo difendono, ma io non posso fare a meno di domandarmi in quante altre occasioni quest’uomo potrebbe decidere che ha subito un torto e punirlo secondo la sua metrica personale. Se rientrando a casa trovasse la fidanzata a letto con un altro, se un’impiegato di banca gli confiscasse la casa per aver saltato la rata del mutuo, se il suo datore di lavoro lo licenziasse? Alcuni di voi penseranno che sono esempi troppo diversi dal furto, ma state giudicando secondo la vostra metrica, non conoscente la sua. Probabilmente voi non sareste neanche andati in giro per due ore con un fucile a cercare di recuperare i vostri beni rubati. Avreste chiamato la polizia e basta.

Ancora di più mi spaventa  un giudice che non ritenga pericoloso far circolare in libertà un giustiziere. In una certa misura ne avalla il comportamento. La motivazione poi è sconcertante: uscire a caccia di un uomo con un fucile in braccio non è volontà omicida. E a cosa serve un fucile? a schiacciare le formiche? Forse non sarà uscito con l’intenzione di usarlo, ma sicuramente non poteva averlo escluso.

La nostra non è una società perfetta, non c’é certezza di giustizia su questa terra per i torti subiti, ma è la migliore che oggi ci possiamo permettere. A meno che non abbiate ottimi riflessi, ottima mira e stomaco forte, non credo vi trovereste a vostro agio nel far west. Pensateci prima di applaudire al giustiziere solitario: il prossimo potrebbe prendersela con voi.

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Un commento su “La paura e la ragione

  1. dado
    24/10/2015

    Hai scritto: “La nostra non è una società perfetta, non c’é certezza di giustizia “. Vero, per cui ecco qui le conseguenze. Nel FarWest non c’erano leggi se non approssimate, e quindi ci si faceva giustizia da soli. Ma non vinceva chi aveva ragione, bensi chi era più svelto o audace, e questo stava bene a tutti. In Italia siamo nelle stesse condizioni del FarWest. Quando ci saranno leggi giuste e che saranno poi applicate, allora si potrà tornare alla legalità. SBRIGHIAMOCI A FARLE E AD APPLICARLE !!

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Questa voce è stata pubblicata il 22/12/2013 da in Società con tag , , , .
Pierluigi Argoneto

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