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Considerazioni sulla proposta di legge elettorale Renzi-Berlusconi


elezioniPrima di iniziare a discutere di legge elettorale voglio fare una premessa: l’enfasi data all’esigenza di cambiare la legge elettorale è eccessiva. Non sarà la legge elettorale, per quanto importante, a cambiare l’Italia. Se ci sono stati problemi di governabilità in Italia la causa principale è data dalla scarsa credibilità dei partiti e dalla scadente “qualità” dei parlamentari eletti. Una legge elettorale come il porcellum, capace di creare una maggioranza alla camera ed un’altra al senato, sicuramente deve essere cambiata. Ma attribuire tutti i problemi italiani alla legge elettorale vuol dire cercare un capro espiatorio. Un vero passo avanti lo si farebbe se gli italiani iniziassero a votare considerando i risultati prodotti da chi li ha governati, magari cominciando da chi il porcellum lo ha prodotto.È lecito promuovere una legge elettorale che favorisca la governabilità non è lecito demandare la governabilità ad una legge elettorale. Alle ultime elezioni il centro sinistra, la coalizione che ha preso più voti, ha raccolto il 21,4% degli aventi diritto al voto, la coalizione di centro destra il 21,2%, il M5S il 18,5%. Chi avrebbe avuto diritto di governare da solo gli italiani? Regalare una maggioranza ad un’unica coalizione con questi risultati non è favorire la governabilità, ma derogare alla democrazia. Favorire è lecito , imporre no.

Allo stesso modo è lecito favorire il bipolarismo nel senso di favorire una sintesi tra diversi partiti che hanno programmi simili. Favorire bipolarismo e governabilità vuol dire anche limare le differenze, smorzare le voci fuori dal coro amplificando quelle più forti. In un sistema elettorale di questo tipo i piccoli hanno maggiore difficoltà a farsi sentire. Per questo motivo una la legge elettorale orientata al bipolarismo ed alla governabilità deve essere bilanciata con una forma di governo che permetta alle minoranze ed alle opposizioni di controllare il lavoro del governo ed evitare abusi di potere.
In questo senso un premio di maggioranza deve essere bilanciato concedendo strumenti di controllo all’opposizione. Ad esempio rivedendo, in senso garantista per le opposizioni, le regole per eleggere organi di controllo come la presidenza della camera (e del senato se sopravvive), il presidente della repubblica, la corte costituzionale, le presidenze per le commissioni di vigilanza RAI e dei servizi segreti. Non è democraticamente ammissibile che attraverso un premio di maggioranza si arrivi appropriarsi sia degli organi di governo che di quelli di controllo.
Infine, per migliorare la qualità dei parlamentari ed evitare di avere personaggi controllati direttamente dalle segreterie dei partiti svuotando il senso stesso del parlamento è necessario che l’elettore torni a scegliere il proprio candidato e non solo il simbolo del partito come avviene oggi con le liste bloccate.

Sintetizzando, parlare genericamente di spagnolo non è sufficiente per valutare la “bontà” di un sistema elettorale. È fondamentale chiarire i punti relativi a:

  1. premio di maggioranza e condizioni per accedervi
  2. soglie di sbarramento per i partiti più piccoli
  3. elezione diretta dei parlamentari
  4. garanzie di controllo per le opposizioni e le minoranze

Sui primi due punti attualmente si dice di tutto e di più. Sul terzo si è espresso favorevolmente solo NCD. Sul quarto punto c’è un preoccupante silenzio.

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Pierluigi Argoneto

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