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La crisi della democrazia


Corea Nord, marcia in supporto del leader Kim Jong UnHo letto un lungo ed interessante articolo sul post in merito alla crisi della democrazia. In questo articolo si sostiene che la nostra epoca sta vivendo una crisi della democrazia, sia nelle democrazie emergenti che non riescono a realizzarsi completamente (Egitto), sia in quelle storiche, le democrazie occidentali.

I numeri dell’articolo a sostegno di questa tesi sono pochi, ma se guardiamo al nostro paese, l’Italia, è sufficiente notare l’aumento dell’astensionismo per sostenere un disamore nei confronti dell’elemento distintivo della democrazia: le elezioni.

L’articolo del post cita come elementi scatenanti della crisi della democrazia la lentezza nel prendere decisioni, l’autoreferenzialità della politica (la cosiddetta casta), lo svuotamento di potere della politica controllata da poteri sovranazionali  e lobby.

In pratica il sentimento antidemocratico nascerebbe dall’incapacità delle democrazie di fronteggiare l’attuale crisi. Incapacità dovuta all’impossibilità di prendere contromisure adeguate per i motivi sopra citati. Da qui il desiderio di un potere forte che prenda in pugno la situazione.

La Cina viene citata dall’articolo come esempio di nazione che, utilizzando la facilità di decisione e di controllo propria di uno stato illiberale, sta prosperando rapidamente.

Ma sono davvero la democrazia o la dittatura che possono garantire la prosperità di un popolo?
Si possono fare diversi esempi a favore dell’una o dell’altra (per quanto nell’ultimo secolo la bilancia pende nettamente a favore della democrazia),ma la forma di governo in realtà non è direttamente determinante nel favorire o meno la prosperità di un paese. Affinché un governo possa influenzare positivamente lo sviluppo di un paese occorre che i suoi componenti posseggano essenzialmente 3 cose:

Capacità
Competenze
Abnegazione

 Le capacità e le competenze sono gli strumenti, l‘abnegazione è il timone che orienta gli strumenti verso la realizzazione del bene comune e non dell’interesse personale.

Nessuna delle forme di governo conosciute riesce a garantire queste 3 componenti. Le dittature però, per loro natura, reprimono i pensieri diversi e critici, anche in maniera sanguinaria. Questo comporta che nella classe dirigente tendono ad emergere esclusivamente personalità accondiscendenti al dittatore e prive di una propria capacità di pensiero, o comunque disposte a rinunciarvi per ottenere privilegi che un atteggiamento compiacente e complice può dare (cioè o stupide o egoiste).

Neanche la democrazia garantisce la qualità di chi governa ed il nostro parlamento lo dimostra. In compenso, se chi governa è un incompetente, la democrazia ti garantisce 2 cose:
1. te lo sei votato
2. lo puoi cambiare con un voto

Non è poco, anzi, è tantissimo.

In realtà affinché la l’opportunità di selezionare la classe dirigente sia efficace occorrono diverse cose, tra queste almeno: un facile accesso alla politica ed un’ampia partecipazione che permettano il ricambio e lo sviluppo di alternative, una informazione plurale che permetta una scelta consapevole all’elettore.

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Un commento su “La crisi della democrazia

  1. saverio
    18/03/2014

    ‘la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora’. (W. Churchill)

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Questa voce è stata pubblicata il 18/03/2014 da in Politica, Società con tag , .
Pierluigi Argoneto

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Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

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“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

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