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Una speranza per l’Italia


traffico_autostrasda_web-400x300Nel percorso dal lavoro a casa passo sempre per una strada larga, percorribile nella stessa direzione su due corsie parallele separate dalla classica striscia di vernice bianca tratteggiata. Questa strada si allunga diritta e senza incroci per poche centinaia di metri. Se sei della zona, sai che al termine della strada avrai due possibilità, svoltare a sinistra, su una strada trafficata o a destra su una strada spesso più libera. Chi deve immettersi nella strada a sinistra fa molta più fatica a trovare spazio, e per questo motivo la corsia di sinistra  è spesso più trafficata e lenta di quella di destra.

Questa sera la corsia di sinistra era particolarmente lenta. La coda, inconsolabilmente ferma, iniziava già qualche centinaia di metri prima delle svolte. Era tardi, ero stanco ed avevo solo voglia di tornare a casa. Guardavo con invidia le macchine che scorrevano veloci alla mia destra. Sarà stata la stanchezza, sarà stato l’astio da automobilista che si impossessa di me non appena metto le mani sul volante, ma non ho potuto fare a meno di pensare che quelle macchine che sfrecciavano gioiose alla mia destra (o almeno a me sembravano gioiose), una volta giunte in fondo alla strada avrebbero svoltato a sinistra saltando tutta la fila e causando ulteriori rallentamenti alla mia coda che infatti era immobile.

A cercare conferma del mio malizioso pensiero, forse sperando di trovarvi giustificazione a fare altrettanto, lentamente ho spostato la mia auto un po’ più a destra uscendo leggermente dalla coda.  Poi mi sono allungato sul sedile del passeggero stirandomi fino al collo per guardare oltre la fila cosa accadeva in fondo alla strada.

Non vi nascondo di essermi stupito quando ho visto che tutte le macchine che arrivavano in fondo alla strada percorrendo la corsia di destra effettivamente, giravano a destra.

Un po’ deluso per aver sbagliato la mia previsione, ho ripreso ordinatamente il mio posto nella coda che, nella sua lentezza mi ha dato modo di riflettere sul fatto che, nonostante l’immane quantità di furbi le cui storie ci vengono raccontate tutti i giorni nei telegiornali, la maggior parte degli italiani è fatta di gente che le regole le rispetta. Persone che come me sono stanche ed hanno voglia di tornare a casa, ma come me restano in coda ed aspettano  il proprio turno, pur avendo accanto l’allettante possibilità di saltare la coda con una furbizia che di certo resterebbe impunita.

Sarò ingenuo, ma questo mi ha dato un po’ di speranza e nonostante la coda, ho sorriso.

 

Dedicato a tutti quelli che facendo gli onesti, a volte si sentono un po’ cretini

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Questa voce è stata pubblicata il 14/05/2014 da in Società, Tutto e niente.
Pierluigi Argoneto

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Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

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