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Motorini, quest for glory, Parioli


Muore un ragazzo che non si ferma ad un posto di blocco e parte il coro per cui, alla fine della catena di conseguenze, la responsabilità è dello stato assente (e si invoca più stato contro la camorra. Magari più posti di blocco). O comunque, dicono gli analisti ed i sociologi, del fatto che a questi ragazzi manca il lavoro, mancano le opportunità, manca il senso della vita individuale e comune.

In un articolo sul Guardian l’antropologo Scott Atran si interroga sui motivi per cui molti giovani cresciuti in occidente, musulmani o convertiti, vadano a combattere tra le fila dell’ISIS (ce ne eravamo già occupati), e conclude che il fascino di una tale scelta sia nella possibilità di raggiungere una gloria fino ad allora a loro preclusa. Per Atran postare una foto con una testa mozzata in mano sarebbe insomma un modo per affermare la propria identità da parte di giovani che non riescono a farlo in maniera soddisfacente seguendo il flusso mainstream da cui sono esclusi per povertà materiale o sociale. Cercano quindi di entrare nel mainstream dalla porta di servizio, scioccandolo con forme e valori completamente oppositivi.

E insomma, può darsi, ci sarà senz’altro una parte di verità. Ma a me sembra che si ragioni secondo una logica ribaltata, troppo facilmente assolutoria nei confronti della responsabilità individuale (è colpa dello stato, è colpa dell’esclusione sociale) e troppo distruttiva nella gestione delle conseguenze (a un ragazzo in motorino si spara, i jihadisti, se fossero presi, sarebbero trattati come a Guantanamo). In altre parole: non è colpa tua, ma ne paghi pesantemente le conseguenze.

Credo che questa  logica dovrebbe essere invertita, cominciando con il dire che trovare un senso alla vita è un’impresa complicata per tutti, ma che si può portare a termine senza diventare dei criminali. Fatica, sofferenza, scoramento, fanno parte del gioco. Ogni giorno siamo posti di fronte a una scelta, che è esclusivamente individuale. In altre parole: è responsabilità tua. Però, per coloro che hanno accettato il gioco della responsabilità, ci dovrebbe essere più tolleranza. A volte basta una sola scelta sbagliata, un solo momento di debolezza, per commettere sciocchezze enormi, e non si può per questo pregiudicare un’intera esistenza.

L’assunzione di responsabilità da parte di ognuno fa saltare anche la logica del ‘chi ha sbagliato paghi’, tanto più che spesso i danni causati non possono essere risarciti. È sciocco, e inutile, insistere sulla punizione se questa è separata dalla responsabilità. Errori ne commettiamo tutti e tutti abbiamo diritto a lasciarceli alle spalle dopo averne maturata la lezione. La ex senatrice ed oggi europarlamentare Alessandra Mussolini proponeva la castrazione chimica per i condannati per reati di pedofilia. Poi si è scoperto che il marito frequentava le quindicenni dei Parioli. Ma lei lo ha perdonato e lo ha ripreso in casa. Tutta coerenza. Tutta il nonno.

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Un commento su “Motorini, quest for glory, Parioli

  1. Paola
    11/09/2014

    Grazie per questo articolo, sono assolutamente d’accordo con voi.

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Questa voce è stata pubblicata il 07/09/2014 da in Società.
Pierluigi Argoneto

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