DiversiPensieri

opinioni su politica, società, economia, ambiente, tutto e niente

Previsioni, parcheggi, bias


Ieri mattina prima di uscire ho consultato le previsioni meteo; per il pomeriggio era prevista pioggia. Così ho rinunciato a prendere lo scooter e sono uscito con la macchina. Dopo il lavoro dovevo andare in centro e naturalmente ci ho messo mezz’ora a parcheggiare. Naturalmente, alla fine non ha piovuto, nemmeno una goccia, e naturalmente mi sono incazzato.

Tornando a casa, ascoltavo il radiogiornale. Ho sentito che le previsioni per il PIL del 2014 erano state ritoccate al ribasso. E non mi sono incazzato. Solo più tardi me ne sono reso conto. E per cominciare mi sono cercato qualche notizia.

Maggio 2011: l’OCSE stima per l’Italia una crescita del PIL del 1,1%, mentre prevede per il 2012 un +1,6%. L’ISTAT consuntiverà poi per il 2011 una crescita dello 0,4%, mentre ad aprile 2012 il Fondo Monetario Internazionale consuntiverà il 2012 a -1,9%, pronosticando per il 2013 un più moderato -0,3%. A novembre 2013 la stima del PIL 2013 sarà aggiustata a -1,8% rispetto al -1,3% già ritoccato in primavera, rinviando la ripresa al 2014 (+0,7%). Pochi giorni fa l’OCSE corregge il dato 2014: -0,4%.

Allora qui le considerazioni sono due.

La prima: non lo sapete fare. Se di mestiere fai le previsioni, e le sbagli tutte da cinque anni a questa parte, scusa caro amico ma non sei capace. Forse hai altre predisposizioni, cercale, ma questa no. A tua discolpa si può certamente dire che di soggetti chiamati a fare previsioni ce ne sono tanti, e in effetti non ci azzecca nessuno. Forse il sistema economico, con così tante influenze tra un parametro e l’altro, è troppo complesso e dinamico perché ci si possa fare una previsione. Può darsi. Ma allora che le facciamo a fare? Le facciamo perché sono importanti, su di esse si modellano i comportamenti economici delle banche, dei grandi investitori, degli stati, ci cadono i governi. Ma  nonostante siano così importanti, sono sempre sbagliate. E il fatto che siano sbagliate non è, come a questo punto verrebbe naturale pensare, una delle priorità del mondo, no, si va avanti tranquillamente così. Anzi, con uno strepitoso rivoltamento di frittata, si massacrano gli stati che hanno ottenuto risultati peggiori della percentuale prevista. Cioè è sbagliata la realtà, non la previsione. Dovremmo prendercela con il cielo se non ha piovuto come previsto, non con il meteorologo incapace.

Al paese mio, questo è un bias cognitivo, bello grosso.

Seconda considerazione: il verso dell’errore. Un errore casuale, frutto soltanto della variabilità dei comportamenti economici e della mancanza di modelli adeguati, si distribuirebbe in maniera omogenea intorno allo zero, cioè qualche volta a sovrastimare il valore da prevedere, qualche volta a sottostimare[1]. Nella teoria degli errori si parla in questo caso di errore accidentale, per differenziarlo dall’errore sistematico, che invece fornisce un risultato inesatto sempre nello stesso verso. I motivi possono essere due: un errore dello strumento di misura o, ancora, un bias, una distorsione non della misura, bensì dell’interpretazione dei dati. Vediamo solo quello che vogliamo vedere. O meglio, proiettiamo i nostri desideri nel futuro e ci comportiamo nel presente come se si fossero già realizzati. Si chiama wishful thinking[2], ed è uno dei motivi più frequenti per cui i leader delle grandi aziende o della politica prendono decisioni che portano alla rovina le loro organizzazioni. Ovviamente è un bias che colpisce tutti; tuttavia si nota con frequenza nelle personalità narcisistiche: non riuscendo a separare il Sé dalla realtà (il non-Sé, l’Altro), il narcisista non riesce a concepire che il suo desiderio possa non realizzarsi, che ci siano forze che muovono la realtà in direzioni opposte. Com’è possibile che io non abbia ancora vinto il Nobel per la letteratura? Il mondo è stupido e immorale. Il narcisista, per spiegarsi il mancato raggiungimento delle proprie mete, è per sua natura complottista e denigratore degli altri. Spesso penserà che gli altri non capiscano le sue geniali idee perché sono zombi o morti o ladri, che debbano essere tutti mandati a casa, o asfaltati, o rottamati per lasciar spazio a lui, che bolscevichi o culone varie tramino ai suoi danni. Il narcisista è, per sua natura, irresponsabile. Dipendesse soltanto da lui, tutto andrebbe meravigliosamente, ma purtroppo ci sono gli altri.

Se ci si attenesse alle previsioni, l’economia atterrerebbe ogni semestre nel punto convenuto. Invece questa dannata gente continua a muoversi e a pensare come le pare. Poi dice che uno deve avere rispetto. E come si fa, se continuano a rovinare tutto?

Al di là dell’incapacità o del wishful thinking, resta solo l’ipotesi della malafede. O della buonafede, nel senso che chi conosce i numeri reali li camuffa per ingannare i mercati – o dare fiato ad una certa politica economica, o dare speranza alla popolazione, o qualunque altro motivo. Comunque supponendo negli altri una mancanza di lucidità, un’immaturità, non dissimile da quella che gli adulti suppongono nei ragazzini, facendoceli diventare.

_________________________________________________________________________________

[1] Per la legge dei grandi numeri, una qualunque distribuzione si può approssimare a una normale gaussiana solo per un numero di campioni sufficientemente grande. Io ho cercato previsioni sul PIL dal 2010 al 2014; considerando che ci sono vari organi ad emetterle se ne possono trovare 3-4 all’anno, quindi parliamo di 15 di elementi circa: una numerosità non così grande da poter applicare con sicurezza la legge dei grandi numeri, tuttavia è un fatto che tutti abbiano lo stesso segno, cioè la sovrastima del dato effettivo.

[2] Ottima definizione da Wikipedia: “Wishful thinking is the formation of beliefs and making decisions according to what might be pleasing to imagine instead of by appealing to evidencerationality, or reality. It is a product of resolving conflicts between belief and desire”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21/09/2014 da in Società con tag , , , , .
Pierluigi Argoneto

Writing, reading and all that Jazz.

il ragionevole dubbio

Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

macosamidicimai

“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

-CogitanScribens-

Le idee di Giovanni Proietta, Gianluca Popolla, Pierfrancesco Gizzi, Giancarlo Ruggero, Sara Bucciarelli, Alessandro Liburdi, Roberto Quattrociocchi, Vittorio Gapi, John Lilburne e di chiunque abbia qualcosa di interessante da dire senza averne lo spazio.

Il S@rcoTr@fficante

Blog per il contrabbando di sarcasmo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: