DiversiPensieri

opinioni su politica, società, economia, ambiente, tutto e niente

Moralismi certificati


Mentre il governo Renzi cerca di portare avanti le misure del decreto competitività varato ad aprile, misure che possono ‘invertire la crisi di fiducia che frena il sistema economico del Paese e cambiare il verso della fase economica che viene da una lunga recessione’[1], fa male leggere che una parte del Paese non collabori allo sforzo per il grande balzo in avanti.

Ne danno notizia i mezzi di informazione di tutti gli orientamenti politici, da Repubblica al Giornale, dal Fatto Quotidiano all’Huffington Post, riportando uno studio della CGIA di Mestre: gli italiani, maledetti furbi, si ammalano, o fingono di ammalarsi, principalmente di lunedi. In questa giornata vengono presentati certificati medici in numero pari al 30% del totale. È uno schifo e una vergogna. Ma soprattutto un’ottima occasione per un trafiletto di ironico moralismo.

Ho letto la notizia mentre facevo uno spuntino, e avendo a disposizione la carta del pane ho cominciato a fare due calcoli che riporto di seguito. Si tratta di aritmetica da scuole elementari. L’unica supposizione da fare è che la probabilità di ammalarsi sia la stessa in tutti i giorni della settimana. In questo caso il certificato sarà presentato il giorno stesso se la malattia insorge prima del risveglio (diciamo entro le 8 del mattino per un impiegato con orario giornaliero) o durante la giornata lavorativa (diciamo entro le 17 supponendo che il lavoratore interrompa la giornata lavorativa recandosi dal medico). Se la malattia insorge dopo le 17, il certificato medico sarà presentato il giorno successivo.

Con questo semplice ragionamento saremmo già in grado di calcolare delle probabilità aritmetiche, ma è necessario tenere conto, per il nostro impiegato campione che lavora 5 giorni a settimana, del sabato e della domenica. Se ci si ammala in questi giorni (supponendo che i medici di base non ricevano di sabato/domenica e che l’azienda sia attrezzata per ricevere le pratiche mediche da lunedi a venerdi, ipotesi entrambe più che plausibili) il certificato medico sarà presentato sempre di lunedi, ma solo se la malattia non è così breve da terminare prima dell’inizio della settimana. Per conoscere le probabilità connesse alle differenti durate di un evento di malattia, ci viene in soccorso ancora la CGIA di Mestre che nel già citato documento fornisce la distribuzione della durata media degli eventi.

Mettendo insieme le informazioni così ottenute, si può avere una tabella che suddivida la settimana in intervalli di ore in cui ci si può ammalare, legando ognuno al giorno in cui si presenterà il certificato (gli intervalli del fine settimana scalati per un fattore di probabilità di guarigione prima del successivo lunedi). La tabella è mostrata sotto.

tabella1

Sintetizzando i dati, si può calcolare la probabilità di presentazione del certificato per ogni singolo giorno della settimana (di 5 giorni lavorativi) come percentuale del ‘numero di ore in cui ci si può ammalare’ sul totale. Il calcolo è presentato sotto.

tabella2

Dunque, se ci si ammalasse in maniera statisticamente omogenea, e dunque al netto di ogni furbizia, i certificati medici presentati di lunedi dovrebbero essere pari al 37% del totale. Il fatto che la percentuale effettiva sia invece pari al 30% dimostra… già, cosa dimostra? Si può da questo dedurre che i lavoratori dipendenti italiani siano esempi di serietà e dedizione da additare al mondo? No. L’unica cosa che si può affermare è che in questo caso come in tanti altri è impossibile fare generalizzazioni, e che quando si maneggiano dei dati è necessario saperci leggere attraverso, ma soprattutto cercare di resistere alla tentazione di un titolo facilmente e inutilmente allusivo senza aver prima fatto fare  due conti al primo bambino di 10 anni che ci capiti davanti.[2]

___________________________________________________

[1] (e con coefficiente di certezza solo leggermente minore invertire la polarità magnetica del pianeta)

[2] Ancora più strabiliante è il fatto che il Segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi abbia cercato di spiegare i dati con le seguenti parole: “Nel fine settimana si concentrano le attività conviviali e quelle legate al tempo libero. Con l’avvento della crisi, inoltre, sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione nel proprio giardino o nell’abitazione in cui vivono. Iniziative che, in qualche modo, contribuiscono ad aumentare gli acciacchi degli italiani. Innanzitutto, è epistemologicamente scorretto spiegare un risultato attraverso dei dati che non sono stati usati per il calcolo di quel risultato; ma in fondo la CGIA è solo un ente che fornisce statistiche, perché dovrebbero saperlo? Inoltre, pur volendo (cosa scorretta) trovare una spiegazione ad un risultato statistico (peraltro sbagliato), Bortolussi cade in un bias di conferma* da manuale, non considerando ad esempio che nel fine settimana ci si possa riposare, cosa che (a quanto risulta a me e a diverse altre persone tra cui la mia lavandaia) è abbastanza frequente.

* vedi gli studi di Festinger, Kahneman, o semplicemente Wikipedia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10/10/2014 da in Società con tag , , , , , .
Pierluigi Argoneto

Writing, reading and all that Jazz.

il ragionevole dubbio

Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

macosamidicimai

“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

-CogitanScribens-

Le idee di Giovanni Proietta, Gianluca Popolla, Pierfrancesco Gizzi, Giancarlo Ruggero, Sara Bucciarelli, Alessandro Liburdi, Roberto Quattrociocchi, Vittorio Gapi, John Lilburne e di chiunque abbia qualcosa di interessante da dire senza averne lo spazio.

Il S@rcoTr@fficante

Blog per il contrabbando di sarcasmo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: