DiversiPensieri

opinioni su politica, società, economia, ambiente, tutto e niente

Nord e magia


Il presenzialista Salvini affamato di occasioni per strappare qualche decimale di preferenza accorre in provincia di Bergamo in difesa del presepe e si fa alfiere di un interessante cattolicesimo in cui le statuine non si toccano ma in compenso si buttano a mare gli stranieri. Opportunamente tacendo di valori cristiani in generale, discetta però di tradizioni che non possono essere interrotte. Ah, la nobile tradizione del presepe bergamasco.

Non da meno, l’on. Meloni ci twitta un augurio per la festa dell’Immacolata Concezione, dimenticandosi un po’ della Vergine ma ricordandosi della nobile tradizione di stare a casa il giorno 8.

tweet meloni

Al di là di questi esempi, mi colpisce come negli ultimi tempi aumentino i riferimenti alla tradizione come generico contenitore di verità, come tempo mitico (e magico) in cui le cose andavano bene e a cui bisogna fare riferimento. Negli anni Ottanta o Novanta non sarebbe accaduto; riferirsi alla tradizione sarebbe stato interpretato come un segno di vecchiezza, di incapacità di confrontarsi con la modernità del mondo.

Invece oggi la necessità di aggrapparsi alla tradizione non è appannaggio solo delle persone anziane, ma viene riconosciuta e anzi sbandierata anche dai più giovani. Giovani come, ad esempio, Salvini e la Meloni, i quali ovviamente un po’ lo pensano e un po’ cavalcano il sentire popolare consigliati dai loro strateghi.

Ma cosa è cambiato nella gente rispetto a dieci, venti anni fa? Siamo diventati tutti più conservatori? E perché?

La risposta che mi viene in mente è la paura. Il mondo cambia sempre più velocemente, e sempre più persone hanno l’impressione di non riuscire ad adeguarsi, di perdere il terreno sotto i piedi: la paura più ancestrale. Una paura così forte può essere sconfitta con una rigorosa razionalità (soluzione difficile) oppure (soluzione facile) con la magia, con la fiducia non dimostrata in un insieme di pratiche che garantiscano la salvezza. Come la danza dello sciamano favorisce il ritorno della primavera (l’abbiamo sempre fatta ed è sempre tornata), così il presepe ci assicura che il mondo non cambierà, che noi vi avremo ancora un posto soddisfacente.

La precarietà dei beni elementari della vita, l’incertezza delle prospettive concernenti il futuro, la pressione esercitata sugli individui da parte di forze naturali e sociali non controllabili, la carenza di forme di assistenza sociale, l’asprezza della fatica nel quadro di una economia […] arretrata, l’angusta memoria di comportamenti razionali efficaci con cui fronteggiare realisticamente i momenti critici dell’esistenza costituiscono altrettante condizioni che favoriscono il mantenersi delle pratiche magiche. L’immensa potenza del negativo lungo tutto l’arco della vita individuale, col suo corteo di traumi, scacchi, frustrazioni, e la correlativa angustia e fragilità di quel positivo per eccellenza che è l’azione realisticamente orientata in una società che deve essere fatta dall’uomo e destinata all’uomo, di fronte a una natura che deve essere senza sosta umanata dalla demiurgia della cultura: ecco la radice della magia […]

Queste parole sono state scritte nel 1966 da Ernesto De Martino e si riferivano ai contadini della Basilicata.

Annunci

Un commento su “Nord e magia

  1. Nessuno20
    09/12/2014

    per me haI scrito tanto. uno zibaldone… dopo le prime righe ho saltato tutto.
    Ho già detto la mia in altro Post “Il preside di bergamo”…
    Tanto per ridere: Vi racconto una barzelletta del mese dopo finita l’ultima guerra. (calza a proposito e uno la puo dipingere come vuole)
    Nei campi di concentramento vi erano vari soldati di tutti i partecipanti alle guerra , na dalle divise tutte stracciate era difficile stabilire l’appartenza dello Stato.!.
    La commissione decide : Fuori gli Americani ,,, poi : Fuori i Russi … poi : fuori gi Inglesi … poi : … fuori questi fuori quest’altri . .Chiamati tutti. E’ rimasto un gruppo.! … Mha .! Rifanno la chiamata … Niente.! …
    Sergente vai giù a sentire di che esercito sono . ,,, MI.? SUN BERGAMASCO,! … T ‘E CAPI’.?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 08/12/2014 da in Società con tag , , , , , .
Pierluigi Argoneto

Writing, reading and all that Jazz.

il ragionevole dubbio

Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

macosamidicimai

“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

-CogitanScribens-

Le idee di Giovanni Proietta, Gianluca Popolla, Pierfrancesco Gizzi, Giancarlo Ruggero, Sara Bucciarelli, Alessandro Liburdi, Roberto Quattrociocchi, Vittorio Gapi, John Lilburne e di chiunque abbia qualcosa di interessante da dire senza averne lo spazio.

Il S@rcoTr@fficante

Blog per il contrabbando di sarcasmo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: