DiversiPensieri

opinioni su politica, società, economia, ambiente, tutto e niente

Cosa non mi piace delle fiction


Non mi piace l’esibizione dei sentimenti. Il dolore per la perdita dell’amico che viene ostentato distruggendo mobili e suppellettili e una carrellata di scene delle puntate precedenti. L’amore ineluttabile che alla fine trionfa sempre nonostante tutti gli ostacoli, salvo poi scomparire l’anno successivo quando entra in scena la nuova\o protagonista. Il dolore e l’amore non sono delle insegne al neon che portiamo sopra la testa e che si possono spegnere con l’interruttore.
Non mi piace la contrapposizione alle iniquità fatta di gesti plateali. Sminuiscono il lavoro lento, lungo e costante che occorre per combatterle davvero.
Non mi piace l’esasperazione dei difetti dei protagonisti negativi. La discriminazione non è fatta solo da persone che usano frasi come “spostati paralitico” o “non voglio che mia figlia sposi un negro”. La discriminazione è molto più sottile e non è sufficiente adottare un linguaggio educato per non essere razzisti.
Non mi piace l’esasperazione dei pregi dei protagonisti positivi, quelli che non hanno mai paura di morire, che di fronte ad una pistola puntata parlano all’assassino come per rimproveragli un gesto di scortesia. Non è l’eroe quello che salverà questo mondo, occorre che faccia qualcosa anche tu.
Non mi piace la ripetitività degli episodi. Ma perché il maresciallo deve sempre mettere in galera l’innocente ed il parroco deve sempre scovare l’assassino per primo? (il parroco?! Ma dai!)
Non mi piace la ripetitività dei personaggi. Ma perché ci deve essere sempre il buono che non sbaglia quasi mai (al massimo una volta tanto per dargli quel tocco di umanità), il burbero o il disadattato che in fondo ha un cuore d’oro e che alla fine si innamorerà della ragazza dolce dopo che alle prime due puntate si sono schifati (vedi amore ineluttabile). La svampita che poi tanto svampita non è, ma comunque è una gran figa.
Lo svampito che svampito ci è davvero, ma fa tanta simpatia, e poi ha un cuore d’oro.

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Questa voce è stata pubblicata il 05/03/2015 da in Società, Tutto e niente con tag , , , .
Pierluigi Argoneto

Writing, reading and all that Jazz.

il ragionevole dubbio

Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

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“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

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Le idee di Giovanni Proietta, Gianluca Popolla, Pierfrancesco Gizzi, Giancarlo Ruggero, Sara Bucciarelli, Alessandro Liburdi, Roberto Quattrociocchi, Vittorio Gapi, John Lilburne e di chiunque abbia qualcosa di interessante da dire senza averne lo spazio.

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