DiversiPensieri

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You soli


Per la serie “La logica, cazzo, la logica”, esaminiamo oggi le ragioni di chi si dice contrario allo ius soli.

1.  la cittadinanza non si regala, è un premio a chi dimostra di essersi inserito ed adattato alla nostra cultura. Non è possibile dare la cittadinanza ad un bambino perché frequenta la scuola italiana se poi a casa vive con una madre che indossa il velo. Devono adeguarsi alla nostra cultura, quella tradizionale, quella che ha fatto grande questo paese, quella dei nostri nonni. Io mia nonna buonanima me la ricordo, aveva sempre in testa il fazzoletto nero, e si incazzava con mia sorella (di 10 anni) per come si vestiva. Ma ha fatto grande questo paese. Perché è grande questo paese, no?

2. la cittadinanza non si regala, è un premio a chi dimostra di essersi inserito ed adattato alla nostra cultura. Questa affermazione è comunque azzardata, perché implica che la nostra cultura sia migliore delle altre (se chiedessimo a qualcuno di adeguarsi alla nostra cultura pur non ritenendola la migliore, saremmo irrazionali). Ammettiamo pure per amore di argomentazione che si possa stabilire che la nostra cultura sia migliore delle altre; in questo caso chi si dice contrario allo ius soli non potrà mai più lamentarsi delle “cose che succedono solo in Italia”. O viceversa chi si lamenta delle “cose che succedono solo in Italia” è irrazionale quando si oppone allo ius soli.

3. devono adeguarsi (alla nostra cultura). In generale se tutti si adeguassero alla cultura dominante, si resterebbe sempre nel punto in cui si è. Accade invece che le cose belle, le innovazioni, nascano assai spesso da chi pensa, parla, agisce, in maniera difforme dalla maggioranza. Dunque chi si dice contrario allo ius soli dovrebbe posare immediatamente l’iPhone, e poi, in rapida successione, la macchina, la corrente elettrica eccetera. E potrebbe andare in America solo viaggiando verso Oriente.

4. devono parlare la lingua. Questa non è una cattiva idea in sé. Anche solo per potersi rapportare con la pubblica amministrazione. Giusto. Se gli italiani (soprattutto i dipendenti pubblici) imparassero l’inglese sarebbe anche meglio, nel 2015.

4. la cittadinanza non si regala. E invece si. A me l’hanno regalata. Non sono d’accordo con i valori della costituzione, parlo solo in dialetto, commetto piccoli reati, sono secessionista quindi attento con mezzi nonviolenti all’unità nazionale, non credo alla parità di genere, cerco di evadere le tasse per quanto posso. Ma sono nato in Italia da genitori a loro volta nati in Italia. Chi si dice contrario allo ius soli dovrebbe innanzitutto ammettere che a lui la cittadinanza è stata regalata.

5. la cittadinanza va meritata. Se andasse meritata potrebbe essere revocata. Invece possono essere revocati alcuni diritti (addirittura il diritto di voto o di essere eletti) ma non la cittadinanza. Chi si dice contrario allo ius soli dovrebbe essere invece favorevole al fatto che tutti, in qualunque modo abbiano ottenuta la cittadinanza, debbano sostenere un esame per dimostrare di meritarla, ed in caso contrario perderla.

6. l’aggettivo “italiano” rappresenta una cultura, una tradizione, dei valori che non sono negoziabili. Io il fascismo, la mafia, i papi re, il voto alle donne dato solo nel ’46, li negozierei volentieri.

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8 commenti su “You soli

  1. Claudio Cagnani
    14/10/2015

    Lei sarà pure un buon italiano….ma secondo me confonde….le evoluzioni..naturali….cioè il progresso..( o il regresso a seconda dei punti di vista)…che avvengono con il passare del tempo in ogni settore della nostra vita….con…le radici….le tradizioni….le fondamenta di ogni cultura…. e di ogni popolo che si rispetti…..provi a fare la stessa cosa….che vorrebbe fare lei….in casa dei sunniti….o degli sciiti……..chieda a loro lo ius soli….e sentirà cosa le rispondono!

    • diversipensieri
      14/10/2015

      mi rispondono questo:
      “La Legge Iraniana della Nazionalità contiene sia principi di Ius sanguinis che di Ius soli. La materia è regolata dal Secondo Libro del Codice Civile dell’Iran, all’art. 976 comma 991. Hanno diritto alla cittadinanza iraniana: tutte le persone residenti in Iran eccetto coloro di cui sia stata stabilita la nazionalità straniera; quelli nati in Iran o fuori del paese il cui padre sia iraniano; quelli nati in Iran da genitori sconosciuti; coloro che sono nati in Iran da genitori stranieri di cui uno nato sempre in Iran; le persone che sono nate in Iran da padre di diversa nazionalità ma che abbiano risieduto in Iran almeno un anno subito dopo aver raggiunto l’età di 18 anni; le donne di nazionalità straniera che sposano un cittadino iraniano.”

  2. Anonimo
    14/10/2015

    Il modo peggiore per definirsi favorevole alla ius soli.Mi dispiace che esistano persone come lei che non ama l’Italia,ma solo la novità senza pensare dove potrebbero portarci queste scelte.Sua nonna portava il fazzoletto in testa,anche la mia,ma solo quando andava in chiesa.Oggi non lo porta più nessuno!Se vuole riportare indietro il Paese,ci state riuscendo,ma con un rischio:il desiderio di tornare indietro dei veri italiani!

    • diversipensieri
      14/10/2015

      Ai tempi delle nostre bisnonne, alle donne che portavano il fazzoletto solo in chiesa e non tutto il giorno veniva rivolta la seguente accusa: “voi non amate l’Italia, amate solo la novità senza pensare dove potrebbero portarci queste scelte”. In quello che scrive lei c’è esattamente il senso del progresso che invoco io quando dico che invitare qualcuno ad adeguarsi ai propri costumi è un modo di restare sempre dove si è.

  3. dado
    14/10/2015

    x div.pens.
    hai scritto “… invitare qualcuno ad adeguarsi ai propri costumi è un modo di restare sempre dove si è. ”
    Questo è ciò che vorrebbero gli arabi/afro/mussulmani che vengono in Italia, cioè che gli italiani si adeguassero ai loro costumi. Così loro non proverebbero il disagio del trasloco nella nostra terra, ed il fastidio o disagio sarebbero solo per noi! Ma che furbi. Ma con chi credono di avere a che fare? Certo che quattro fessacchiotti che gli danno retta li trovano pure, ma solo quattro e non di più. Si montano la testa da soli!

    • diversipensieri
      14/10/2015

      quindi “invitare qualcuno ad adeguarsi ai propri costumi” come fanno gli arabi etc non è una bella cosa. e se lo fanno gli italiani?

      • dado
        14/10/2015

        Gli italiani lo possono fare a casa loro, come pure lo possono fare gli arabi a casa loro. Gli arabi a casa loro lo fanno, eccome! Ma non possono farlo a casa d’altri.

  4. Paola
    19/10/2015

    A mio parere, ciò che ha sempre reso l’Italia bella e grande è stato il profondo senso di apertura al mondo sia in uscita (per chi non lo sapesse, gli Italiani sono ovunque) che in entrata. Tutti i discorsi su “casa nostra” “cultura nostra” e ancora “nostro, nostro, nostro” se usati in contrapposizione ostile con il “loro, loro, loro” ci fanno regredire e ci rendono decisamente peggiori sia agli occhi del mondo (ma in fondo che importa a noi del mondo…no? ) ma soprattutto da un punto di vista umano.
    In poche parole, trasformiamo il patrimonio prezioso della nostra cultura in un ALIBI che siamo bravi a giocarci in qualunque frangente di vita (chissà poi cosa abbiamo paura di perdere…)
    Consiglio vivamente questo video “La cultura degli alibi” di Julio Velasco, grande allenatore di pallavolo argentino:

    Per favore, a chi vuol rispondere per l’ennesima volta che le cose bisogna provarle sulla propria pelle, risparmiatevelo perchè vi garantisco che la maggior parte della gente comune che vive nel silenzio mediatico e che è a favore dell’accoglienza e dell’integrazione (e magari anche della Ius Soli…) certe cose non solo le ha conosciute e sperimentate anche sulla propria pelle (sia nel BENE che nel MALE), ma le vive quotidianamente.
    Diversi Pensieri, vi ringrazio e vi stimo tanto per la calma e la ragionevolezza che riuscite a mantenere di fronte a tutte le risposte…
    Se questo commento dovesse offendere qualcuno non esitate a cancellarlo…dopotutto…sono uno di quei 4 fessacchiotti di cui parla Dado.

    Grazie

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Questa voce è stata pubblicata il 13/10/2015 da in Politica, Società con tag , , .
Pierluigi Argoneto

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