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Qui non succede mai niente


Collega bieco: “io a sti profughi li obbligherei a mangiare il maiale”.

“vabbè, obbligare…”

“si, si, obbligare. Sei a casa mia, e a casa mia si mangia il maiale. Quindi tu lo mangi e basta”.

“scusa, ricordo male o tua moglie è vegetariana?”

“si, perché?”

“no, niente. Caffè?”

“grazie”.

Stavo giusto pensando “che coglione” quando la macchina davanti ha inchiodato ed ha scartato improvvisamente a destra. Ho inchiodato anch’io, in tempo per veder sfilare un gatto. Non molto grosso, ed ovviamente nero. Si muoveva elegante, sorridente mi è sembrato. Un sorriso beffardo, e giurerei che scuotesse la testa.

Allora ho pensato che forse il mio collega coglione non ha tutti i torti.

Dovremmo farlo tutti. Obbligarci, o forse anche essere obbligati, a superare una di quelle inutili superstizioni che ci condizionano la vita senza che neppure sappiamo spiegare il perché. Fare esattamente quello che di solito non facciamo, con il solo obiettivo di verificare, finalmente, che non succede niente. Non succede mai niente. Ma niente nientissimo. Mai. Manco un piccolo fulmine, un anno di vacche magre. Niente, se non si fosse capito.

I superstiziosi potrebbero essere obbligati a farsi attraversare la strada da un gatto nero, a rompere uno specchio, a passare sotto una scala. Una volta sola, poi liberi di fare come gli pare. Ma sono certo che basterebbe.

I musulmani potrebbero essere obbligati a mangiare una bistecca di maiale, bevendoci sopra pure un po’ di vino che ci sta bene. Una volta sola ovviamente. Ah, e mentre lo fanno, a conversare con una donna bella ed intelligente.

Le giovani donne potrebbero essere obbligate a passare dalla taglia 42 alla 44, solo per scoprire che sono belle uguale. Poi possono tornare a privarsi di tutto, se vogliono, per carità.

I 15enni potrebbero essere obbligati a stare una settimana senza telefonino. Gli uomini italiani ad arrivare al martedi senza conoscere i risultati della serie A. I preti ad ammettere ai ragazzini che toccarsi non fa morire. I grandi manager a viaggiare in Panda. Liberazione.

È un esercizio talmente utile che dovremmo farlo anche per le cose positive. I grandi pensatori potrebbero dire solo cazzate per un giorno, così, giusto per capire che il mondo va avanti lo stesso. I benefattori potrebbero essere egoisti. Gli eroi pavidi. I santi bastardi.

E non succederebbe niente. Il paradiso forse.

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Questa voce è stata pubblicata il 08/02/2016 da in Politica, Società.
Pierluigi Argoneto

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Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

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“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

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