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La realtà virtuale ed il prosciutto sugli occhi


Ho provato la realtà virtuale e mi è piaciuta. L’ultima notizia sull’argomento è arrivata a fine Marzo con la commercializzazione degli Oculus Rift di facebook. Oculus Rift è il dispositivo di realtà virtuale presente sul mercato che si ipotizza abbia le prestazioni migliori.

Io mi sono accontentato di provare la realtà virtuale proposta da google già dal 2014: i google cardboard. I google cardboard sono molto più spartani, ma anche molto più economici. Se avete uno smartphone decente, google vi permette di vivere una esperienza di realtà virtuale spendendo una paio di euro in un visore di cartone in cui infilare il vostro smartphone.cardboard-final-640x640-640x640

Quando è arrivato il pezzo di cartone avevo appena finito di vedere la puntata del popolo delle meraviglie in cui Crozza – Tim Cook si porta a letto la moglie di un appassionato di realtà virtuale(questo è il monolgo e questo è Tim Cook).

Ma non mi sono scoraggiato e sentendomi solo un po’ più coglione di quello che mi ero immaginato, ho cominciato a montare il mio visore di cartone.

L’attività di montaggio del visore fà un po’ aeroplanino di carta e aiuta a raggiungere la dimensione bambino utile ad approcciarsi alla novità.

Una volta montata la scatola non si deve far altro che scaricare la app di Google cardboard, avviarla, infilare lo smartphone nel visore ed indossarlo. E così ho fatto.

Appena partita la demo mi sono trovato in un paesaggio in stile “prima grafica vettoriale”, un po’ squadrato per capirci, ma l’effetto “immersivo” è veramente notevole. Il paesaggio è palesemente disegnato al computer, quindi non si può avere nessun dubbio che si tratti di una realtà virtuale, ma ti ci senti dentro. Sembra di essere entrati in un video game, come in un film anni 80.

All’orizzonte vedo le colline, gli alberi e un bel tramonto. Giro la testa lentamente, il bosco è un po’ più vino e … cazzo!! Proprio alla mia sinistra, saranno 3 metri, c’è una volpe bianca che mi fissa.

Ecco, le due righe di sopra credo siano la sintesi delle sensazioni che mi ha dato la realtà virtuale. Le cose che vedi all’orizzonte ti sembrano veramente all’orizzonte, e quelle che vedi a 3 metri, ti sembrano veramente a 3 metri.

Questa prima prova, l’ho fatta da seduto, ma nelle successive fasi della demo mi sono alzato ed ho provato a muovermi un po’ nella realtà virtuale. Inevitabilmente ho finito per spalmarmi su un muro di casa. La cosa strana è che in quel momento, mentre una parte del mio cervello mi diceva che era normale che li ci fosse un muro, un’altra parte di me non riusciva a concepire la possibilità che la profondità che vedevano i miei occhi fosse interrotta da un muro invisibile.

In 5 minuti ho volato con i gabbiani, navigato tra gli squali e schivato una balena. Ho visto l’aurora boreale e passeggiato per un qualche secondo in una città che sembrava New York. Non sono sicuro che fosse New York perché a quel punto la nausea era diventata insopportabile ed ho dovuto smettere. La sensazione è più o meno quella che si prova dopo aver letto per qualche minuto in una automobile.

Nonostante la nausea e nonostante Crozza sia uno dei miei comici preferiti, credo che la realtà virtuale sia una bellissima opportunità. Si, va bene, ci sono diversi aspetti tecnici da risolvere, si certo, ti isola dal resto del mondo, ma ne più e ne meno di quel che succede leggendo un libro o una rivista, ascoltando musica con le cuffie, vendendo un film al cinema, nuotando in una piscina o correndo su un lungo mare. Insomma non credo che la realtà virtuale sia il prosciutto sugli occhi, ma una finestra su un nuovo mondo. Non sarà la fine della fantasia o dell’immaginazione, ma può essere il punto di partenza di una nuova immaginazione.

L’immaginazione che servirà per creare i contenuti. Nuovi mondi da esplorare, nuovi modi per imparare, nuovi modi per giocare e per divertirsi. E non mi stupirei se i rigori dei mondiali del 2028 li potremo vedere seduti accanto al portiere.

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Questa voce è stata pubblicata il 10/04/2016 da in Società con tag , , .
Pierluigi Argoneto

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Un tentativo di lettura critica su scienza, salute, quotidianità e amenità varie

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“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

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