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Riflessione atipica sui risultati elettorarli


Sto guardando i risultati delle amministrative di ieri su Repubblica 

Scorro le prime 3 città: Roma, Milano e Napoli (l’ordine è quello scelto da Repubblica, credo sia per numero di elettori). Curiosamente e fortunatamente sono 3 grandi centri, uno del nord, uno del centro ed uno del sud.

Dal sito di repubblica ho estratto per ogni città, le immagini con il dettaglio dei risultati dei due candidati che andranno al ballottaggio.

 

risultati roma

risultati milano

risultati napoli

Notate qualcosa di strano? Guardate i candidati con maggiori voti di ogni città:

Nord: 4 partiti/liste a sostegno del candidato di cui 1 lista civica

Centro: 1 unico partito a sostegno della candidata

Sud: 12 partiti/liste a sostegno del candidato di cui 7 liste civiche.

Se prendiamo in considerazione il secondo arrivato, la situazione non cambia di molto, semplicemente anche il candidato per Roma si prende le sue 2 liste civiche (gli unici candidati significativi per numero di voti, sostenuti da un unico partito, sono quelli del movimento 5 stelle.)

Cosa sono le liste civiche? Capisco una lista a sostegno del sindaco per permettere all’elettore di dare una connotazione locale al proprio voto sganciata dalle logiche nazionali, ma 7 liste civiche che senso hanno se non quello di far emergere il peso del porta-voti ?

Quale autonomia avrà il futuro sindaco? A Napoli sembra molto poca, a Milano un tipico lavoro di compromesso, a Roma (dove il risultato finale credo sia scontato) due possibilità: totale autonomia se siete grillini, zero se non lo siete.

Date le vostre risposte e lasciate le vostre considerazioni. Io tra i 3 modelli preferisco quello milanese. L’affollamento napoletano lo trovo davvero poco trasparente. La donna ( o l’uomo) sola al comando la trovo inquietante (non la Raggi in se, ma il contesto). La situazione di Milano credo sia il giusto compromesso tra la libertà di azione del sindaco e la necessità di influenzare questa azione in modo che tenga conto di diverse esigenze.

Personalmente diffido dei candidati sostenuti da più di 4 liste e dei ristoranti con più di 5 primi.

Con i ristoranti di solito funziona 😉

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2 commenti su “Riflessione atipica sui risultati elettorarli

  1. Anonimo
    06/06/2016

    Inquietanti saranno Renzie e il suo amico verdini. M5S è l’unico vero cambiamento ed il fatto che non faccia alleanze con nessuno dimostra che non ha collusioni

    • ma-perchè
      06/06/2016

      Sarà, ma io credo davvero che la politica sia l’arte del compromesso, purchè sia un compromesso per interessi comuni e non una spartizione di benefici. E francamente dormo più tranquillo se chi guida viene tenuto sotto controllo

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Questa voce è stata pubblicata il 06/06/2016 da in Politica, Società con tag , , , .
Pierluigi Argoneto

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“Noi possiamo fottercene della politica ma sarà la politica che si fotte noi” S.B.

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